Il Borgo
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- Pubblicato Martedì, 22 Maggio 2012 16:36
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La storia del borgo
Dopo l'edificazione del Santuario, incominciò per Grazie un periodo di sviluppo, mosso anche dall'incremento dei pellegrinaggi. Dal 1412 fino alla fine del secolo vennero edificati il convento, la scuola, l'oratorio, la biblioteca, fino a quando nel 1521 sorse attorno al piazzale un portico di 52 arcate per il riparo dei mercanti. Si trattò di un'opera necessaria in quanto l'11 agosto 1425 il marchese Federico Gonzaga aveva fatto spostare la “fiera di Porto” iniziando la tradizione della fiera di ferragosto alle Grazie. Le costruzioni, grazie alle donazioni e ai lasciti, diedero nuova linfa al borgo e nel 1.642 venne aggiunta nel piazzale una nuova ala di portici ed edificata la sagrestia con un altare. In ultimo, l'ambizioso progetto del 1.700 per l'ulteriore espansione del complesso su richiesta della duchessa Anna Isabella di Guastalla, prevedeva l'edificazione di 15 cappelle sulla strada per Mantova, ma non venne mai terminato. Nel 1.782 il convento fu chiuso e convertito a ospedale. Iniziò così il declino della Basilica. L'invasione napoleonica privò la collezione di ex voto di buona parte dei suoi tesori e il materiale contenuto nella ricca biblioteca venne disperso o distrutto; nel 1812, infine, venne smantellato buona parte del complesso architettonico.
L'ambiente
Il borgo di Grazie si affaccia sul Fiume Mincio ed è parte integrante del parco fluviale. L'area protetta è stata istituita dalla Regione Lombardia nel 1984 (L.R. 8 settembre 1984 n.47) e comprende il territorio dei 13 Comuni lombardi che si trovano lungo il fiume Mincio, emissario del Lago di Garda. Il Mincio ha una lunghezza di circa 73 km, esce dal Garda in corrispondenza dell'abitato di Peschiera del Garda (VR), entra in territorio mantovano dopo pochi chilometri, a Ponti sul Mincio, e sfocia nel Po a Sacchetta di Sustinente. Attraversa i dolci rilievi dei colli morenici del Garda punteggiati da numerosi borghi fortificati e si sviluppa lungo la pianura padana fino a terminare nel grande fiume.
All'altezza dell'abitato di Rivalta, poco prima di Grazie, il Mincio muta bruscamente direzione, allargandosi e iniziando a scorrere molto lentamente. In questo tratto di circa 8 chilometri di fiume il ridotto dislivello esistente tra l'alveo e il piano di campagna provoca esondazioni stabili e la conseguente formazione dell'area palustre chiamata "la Valle".
Le paludi si estendono per oltre mille ettari e sono attraversate, oltre che dal Mincio, da una miriade di canali e canalette di diverso ordine di portata e di piccoli specchi d'acqua tutti confluenti poi nel grande bacino del lago Superiore di Mantova.






